Plutone

Pluto_viewed_by_New_Horizons_28_May-3_June_2015

Plutone è un pianeta nano orbitante nelle regioni periferiche del sistema solare, con un’orbita eccentrica a cavallo dell’orbita di Nettuno; fu scoperto nel 1930 da Clyde Tombaugh e inizialmente classificato come il nono pianeta. Riclassificato come pianeta nano il 24 agosto 2006 e battezzato formalmente 134340 Pluto dalla UAI, Plutone è il secondo più massiccio pianeta nano del sistema solare, dopo Eris, e il decimo corpo celeste più massiccio che orbita direttamente attorno al Sole. Dopo la sua scoperta, il nuovo corpo celeste venne battezzato in onore di Plutone, divinità romana dell’oltretomba; le prime lettere del nome, PL, sono anche le iniziali dell’eminente astronomo Percival Lowell che per primo ne postulò l’esistenza. Il suo simbolo astronomico è il monogramma di Lowell (Pluto symbol.svg). In virtù dei suoi parametri orbitali, Plutone è anche considerato un classico esempio di oggetto transnettuniano. Pur avendo la sua orbita il semiasse maggiore più lungo di quello dell’orbita di Nettuno, esso si avvicina al Sole più dello stesso Nettuno. Plutone è stato assunto quale elemento di riferimento della classe dei pianeti nani transnettuniani, denominati ufficialmente plutoidi dalla Unione Astronomica Internazionale.Plutone ha cinque satelliti conosciuti, il più massiccio e importante dei quali è certamente Caronte, scoperto nel 1978 e avente un raggio poco più della metà di quello di Plutone.

PARAMETRI ORBITALI E ROTAZIONE

Il periodo orbitale di Plutone è di 248 anni terrestri. Le sue caratteristiche orbitali sono sostanzialmente diverse da quelle degli altri pianeti del sistema solare, che seguono orbite quasi circolari attorno al Sole, vicino a un piano di riferimento chiamato eclittica. Al contrario, l’orbita di Plutone è molto inclinata rispetto all’eclittica ( di oltre 17°) e altamente eccentrica. Questa elevata eccentricità è la causa per cui Plutone, per un breve periodo della sua rivoluzione, si trova più vicino al Sole di Nettuno. Il baricentro del sistema Plutone-Caronte è passato al perielio il 5 settembre 1989, ed è rimasto più vicino al Sole rispetto a Nettuno nel periodo compreso tra il 7 febbraio 1979 e l’11 febbraio 1999.
Nel lungo periodo, in realtà l’orbita di Plutone sembra caotica. Le simulazioni al computer possono essere utilizzate per prevedere la sua posizione per diversi milioni di anni (sia in avanti che indietro nel tempo), tuttavia su scale temporali superiori ai 20 milioni di anni, i calcoli diventano speculativi. Il tempo di Lyapunov è il tempo oltre il quale un sistema dinamico diventa caotico, e varia da sistema a sistema: nel caso di Plutone questo periodo è appunto stato stimato sui 20 milioni di anni. Ciò non significa che l’orbita di Plutone sia di per sé instabile, ma il percorso della sua orbita è impossibile da determinare così lontano nel tempo, anche se diversi fattori concorrono a mantenere l’orbita di Plutone stabile, al sicuro da collisioni planetarie.

STRUTTURA INTERNA

Osservazioni tramite il telescopio spaziale Hubble hanno stimato la densità di Plutone compresa tra 1,8 e 2,1 g/cm3, suggerendo che la sua composizione interna sia composta da circa il 50-70% di roccia e da circa il 30-50% di ghiacci, d’acqua e di altri elementi. La struttura interna di Plutone è probabilmente differenziata, con il materiale roccioso depositato in un nucleo denso circondato da un mantello di ghiaccio. Il diametro del nucleo è ipotizzato essere di circa 1700 km, ossia il 70% del diametro di Plutone. La densità media di Plutone, pari a due volte quella dell’acqua, suggerisce che il suo interno sia costituito da un miscuglio di materiali rocciosi e di ghiaccio d’acqua e di metano (la presenza di quest’ultimo è stata dedotta dalle osservazioni sulla riflettività del suolo del pianeta a diverse lunghezze d’onda). L’Istituto di ricerca planetaria del DLR ha calcolato che il rapporto densità/raggio di Plutone si colloca in una zona intermedia tra quelli dei satelliti di ghiaccio (come le lune di media grandezza di Urano e di Saturno) e satelliti rocciosi come Europa.
Alcuni studiosi dell’Università della California sostengono che sotto lo strato ghiacciato Plutone potrebbe ospitare un oceano liquido. Infatti, se il nucleo roccioso contiene almeno 75 parti per miliardo di potassio radioattivo, il calore prodotto sarebbe sufficiente a mantenere dell’acqua liquida sotto la superficie. La presenza di questo oceano è però strettamente legata alle caratteristiche e alla dimensione dello strato di ghiaccio più esterno, elementi che non possono essere misurati direttamente dalla Terra.

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ATMOSFERA

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Il sistema di Plutone non è mai stato visitato da alcuna sonda spaziale, e pertanto molte misurazioni relative alla sua natura fisica sono approssimative e non confermate. Si ritiene comunque che esso possieda una debole atmosfera, composta prevalentemente da metano, azoto e monossido di carbonio, la cui pressione varia da 6,5 a 24 microbar. L’eccentricità dell’orbita di Plutone ha un importante effetto sulla sua atmosfera e la pressione varia sensibilmente al variare della distanza del corpo dal Sole e con il ciclo delle stagioni: quando Plutone si allontana dal Sole, la sua atmosfera dovrebbe gradualmente congelarsi e cadere in superficie, mentre quando si avvicina al perielio, la temperatura aumenta e i ghiacci sublimano in gas. Questo provoca un effetto serra al contrario, poiché la sublimazione dei ghiacci in superficie abbassa ulteriormente la temperatura. Nel 2006, osservazioni compiute con il Submillimeter Array hanno permesso di scoprire che la temperatura di Plutone è di circa 43 K (-230 °C), vale a dire 10 K più fredda di quanto ci si aspetterebbe per un corpo posto a quella distanza dal Sole e con quelle caratteristiche.
La presenza di metano costituisce invece un potente gas serra nell’atmosfera di Plutone e porta ad un’inversione termica con temperature medie di 36 K più calde 10 km sopra la superficie. Nel 1999 fu anche individuata la presenza di etano ghiacciato, la cui presenza potrebbe essere spiegata dalla fotolisi o dalla radiolisi del metano.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera - sistema solare

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